Danni all’Udito

Materiale raccolto e riordinato da Mario Bon

(15 marzo 2012)

31 marzo 2013

 

Paragrafi di questo capitolo:

Ipoacusia

Infrasuono, infrasonico

Otopatia da rumore

 

 

 

 

Dai dati INAIL la malattia professionale "Ipoacusia e sordità da rumori" rappresenta circa la metà dei casi di tutte le malattie professionali denunciate nel ramo industria.

L’ascolto prolungato della musica a livelli SPL elevati, ed in particolare con fattori di cresta attorno a 3, espone agli stessi rischi.

Suoni di intensità superiore a 90 dB o di durata superiore a 0.4 secondi sono potenzialmente pericolosi.

 

SPL prodotto da alcune sorgenti:

 

Sorgente 

dB SPL (rif. 20 µPa)

Soglia di udibilità

(rif.) 0 dB

Stormire di foglie, respiro umano rilassato a 3 m

10 dB

Stanza silenziosa

20 – 30 dB

Conversazione normale a 1 m

40 – 60 dB

Ufficio rumoroso; TV a 3 m (volume moderato)

circa 60 dB

Treno passeggeri in movimento a 10 m

60 – 80 dB

Traffico intenso a 10 m

80 – 90 dB

Livello SPL prodotto nel punto di ascolto nel’ ascolto domestico

80 – 90 dB (*)

Pressione di 1 Pa

96 dB

Danneggiamento dell’udito per esposizione a lungo termine

circa 85 dB

Mezzo forte orchestrale in centro alla sala

circa 85 dB

 Discoteca

circa 100 dB

 Martello pneumatico a 1 m e discoteca

circa 100 dB

 Motore di un jet a 100 m

circa 110 dB

Pressione di picco nel punto di ascolto con 2 diffusori in funzione (HiFi domestica)

113 dB

Danneggiamento dell’udito per esposizione a breve termine (secondi o anche frazioni di secondi)

circa 120 dB

  Soglia del dolore (soggettiva, può essere anche 120 dB)

130 dB

  Colpo di fucile a 1 m

140 dB

  Motore di un jet a 30 m

150 dB

  Colpo di un M1 Garand a 1 m

168 dB

Lesioni istantanee al tessuto muscolare

circa 185 dB

  Limite teorico per 1 atmosfera di pressione ambientale

194 dB di picco

Fantascienza

oltre 194 dB di picco

 

Effetto

Livello dB dBA

Range di riposo (notte)

0 - 30

Possibili disturbi del sonno

30 dBA

non provoca disturbi, raramente fastidioso

Minore 35 dBA

Range di riposo (giorno)

40 – 50

Range di fatica (70 dBA disturbo della comunicazione)

60 – 80

Induce affaticamento e disturbo (provoca reazioni di allarme, effetti psichici e neurovegetativi; danno uditivo per lunghe esposizioni)

66-85

Range pericolosa per l’orecchio

90 – 110

molto pericoloso provoca accentuati effetti uditivi,

evidenti effetti su organi bersaglio

Maggiore 116

Possibili Lesioni all’orecchio

120 –140

Lesioni irreversibili all’orecchio

oltre 140

Danni provocati dal rumore in funzione della intensità (come precedente ma da unaltra sorgente)

 

 

 

Ipoacusia: Perdita o attenuazione dell’udito. Può essere permanente o temporanea. Quando l’orecchio viene colpito da un suono molto intenso un riflesso involontario riduce la tensione del timpano per impedirne la rottura. Questo provoca una riduzione della sensibilità che perdura per qualche tempo e la conseguente sensazione di sordità. Recuperate le condizioni normali la tensione del timpano viene ristabilita. La sensibilità dell’orecchio si deteriora naturalmente con l’età. Quasi tutte le ipoacusie riguardano il range di frequenze a partire da circa 4000 Hz. La tabella di seguito indica i tempi di esposizione massima da non superare per evitare danni permanenti all’udito (raccomandati nell’industria). Il danno è maggiore se il suono contiene componenti impulsive.

La musica è meglio tollerata rispetto al rumore (specie se caratterizzata da fattori di cresta elevati). I livelli delle discoteche e dei concerti rock è comunque dannoso.

Il Decreto legislativo n. 81/2008, Titolo VIII (Rischi Fisici), Capo II  - Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro, in vigore dal 1 Gennaio 2009, fissa nuovi valori limite di esposizione. Si noti che il livello di rumore è espresso in dBA per 8 ore di esposizione. Ciò è abbastanza limitativo perché la pesatura A taglia le basse frequenze che, per intensità elevate, causano gravi disturbi. Inoltre picchi di 140 dB possono provocare lesioni permanenti all’orecchio. Questa normativa appare quindi ancora troppo permissiva anche perché non specifica i fattori di cresta del rumore tollerabile.

 

 

Livello in dbA per 8 ore

di esposizione giornaliera
Lex/8h

pressione acustica di picco
ponderata C

Limite di esposizione

87

200 Pa pari a 140 db(C)

valore superiore di azione

85

140 Pa pari a 137 db(C)

valore inferiore di azione

80

112 Pa pari a 135 db(C)

 

  Il limite di esposizione è stato abbassato da 85 a 80 dBA. Quindi l’esposizione a suoni e rumori di livello pari o inferiore a 80 dBA non viene considerata pericolosa (e può durare per tutte le 8 ore del ciclo lavorativo quotidiano). Per ogni 3 dBA di incremento le livello il tempo di esposizione viene dimezzato (in base a considerazioni energetiche). Si noti che l’esposizione a suoni e rumori di intensità prossima a 100 dB risulta dannosa dopo meno di 4 minuti.

Ne segue che i frequentatori di discoteche e rave party vanno ormai considerati degli audio lesi.

A ciò di aggiunga che i dispositivi come l’ iPod sono in grado di produrre tranquillamente livelli di 100 dB (e anche superiori). Anche gli utilizzatori di PMP, tra cui moltissimi giovani) sono a rischio.  

 

SPL

Esposizione massima

SPL

Esposizione massima

80 dBA

8 ore

 91dBA

30 minuti

83 dBA

4 ore

93 dBA

15 minuti

86 dBA

2 ore

96 dBA

7.5 minuti

89 dBA

1 ore

99 dBA

3.75 minuti

 

 

Rischio di ipoacusia dopo una esposizione di:

 

livello di rumorosità

5 anni

10 anni

20 anni

30 anni

80 dBA

0

0

0

0

85 dBA

1%

3%

6%

8%

90 dBA

4%

10%

16%

18%

95 dBA

7%

17%

28%

31%

100 dBA

12%

29%

42%

44%

 

La tabella seguente (da ISO R/ 1999 e UNI 9432) indica gli effetti da esposizioni a dosi crescenti di rumore riferiti a settimana di 40 h lavorative.

 

Questa tabella non può essere ritenuta del tutto corretta infatti dispositivi quali l’ iPod sono disponibili da pochi anni e non possono quindi essere disponibili statistiche per periodi maggiori.

Per di più l’ iPod spara i suoi 100 dB direttamente nell’orecchio (diversamente da lle altre sorgenti di rumore).


Infrasuono, infrasonico, subsonico: suono di frequenza inferiore al limite udibile (16 Hz). Detto anche sub sonico. Anche se non si sente viene percepito dal corpo (la cavità cranica, toracica e addominale possono entrare in risonanza) e produce effetti alquanto sgradevoli (Keith Yates).

 

Frequenza

Livello

Effetto

 

2-5 Hz

 

100-125 dB

difficoltà di inghiottimento e mal di testa

 

125-137dB

vibrazioni toraciche, difficoltà nel parlare, modulazione della voce, sensazione di oscillazione, sonnolenza e letargia, affaticamento e mal di testa

7-8 Hz

 

è la frequenza più disturbante in quanto prossima alla frequenza di risonanza di molti organi e delle onde celebrali alfa.

 

5-15Hz

 

125-137dB

sofferenza dell’orecchio medio, difficoltà nel parlare e modulazione della voce, forti oscillazioni del petto e dell’addome con nausea, perdita di equilibrio, fatica di concentrazione, tinnito e severo affaticamento e cefalea.

 

15-20Hz

 

125-137dB

forte sofferenza dell’orecchio medio, difficoltà di respirazione, vibrazione delle cavità nasali, lacrimazione persistente, tinnito, senso di paura, sudorazione e tremiti oltre che severo affaticamento e cefalea.

Effetti Extrasensoriali somatici causati da suoni di bassa frequenza ma elevata intensità (in funzione della frequenza). Nei concerti rock dal vivo viene imposto un deciso filtro passa alto a 40 Hz.

Nell’alta Fedeltà si dovrebbe imporre il filtro passa alto tra 10 e 16 Hz.

 

Semplificando, si può tentare di distinguere gli effetti non specifici a breve termine dagli effetti a lungo termine. Si dicono effetti a breve termine quelli conseguenti ad una stimolazione di breve durata a carattere generalmente improvviso; possono protrarsi in genere per pochi minuti o raramente per qualche ora. Mentre gli effetti a lungo termine possono comparire quale conseguenza alla liberazione, da parte di ghiandole endocrine, di ormoni che possono produrre effetti su vari organi e tessuti. In particolare c'è il sospetto di effetti negativi sul sistema circolatorio (con possibili danni al cuore e al cervello), nonché di un concorso di causa nell'insorgenza di alcune patologie associate ad una condizione di stress (gastriti, ulcera, disordini intestinali, attacchi di asma ed emicranie).

 

Gli Effetti del suono sull’uomo sono di quattro tipi

 

Sensoriali

Non Traumatizzanti: in generale qualsiasi suono che venga percepito come vettore di un messaggio (musica, conversazione, suoni della natura)

Traumatizzanti: Stimoli di intensità e/o durata eccessiva danneggiano l’organo del corti con conseguente sordità (ipoacusia permanente). Suoni di intensità superiore a 90 dB o di durata superiore a 0.4 secondi sono potenzialmente pericolosi.

Le prime cellule lese sono quelle preposte alla percezione dei segnali 4000-6000 Hz. Successivamente il danno si estende verso i 2000 Hz e quindi a 1000 e a 500 Hz compromettendo l’intelligibilità della conversazione.

 

Extrasensoriali psicologici.

Causati sia dal suono o rumore in quanto tale ma anche dal contenuto del messaggio sonoro. Gli effetti sono soggettivi: irritabilità, incertezza, stati di angoscia, alienazione, sindromi conflittuali, etc.; alterazioni dei test psicomotori e diminuzione dei tempi di reazione a stimoli acustici e visivi (Saha, 1996). Stati d’ansia, depressione, aggressività. Se di elevata intensità e lunga durata causa defìcit cognitivi (memoria a breve termine - Gonws, 1999).

 

Psicoacustica

Sono effetti legati alla elaborazione dei segnali recepiti dalle orecchie da parte del sistema uditivo nel suo complesso. Assumono anche la forma di vere e proprie illusioni acustiche.

 

Extrasensoriali somatici

 

Oltre 70dBA per altri autore oltre 90 dB

Apparato circolatorio: il rumore determina una vasocostrizione periferica (arteriole e capillari), aumento delle resistenze periferiche, riduzione dell’ampiezza del polso a parità di frequenza, diminuzione della gittata cardiaca, tachicardia ed extrasistole. Non sono state riscontrate alterazioni ECG nei soggetti sani, mentre nei portatori di turbe del circolo coronarico sono state descritte, dopo una esposizione ad un rumore di 90dB per una durata di 10 minuti, alterazioni della fase di ripolarizzazione analoghe a quelle registrabili dopo una prova di sforzo (Maugeri). Numerosi Autori riferiscono un aumento dell’incidenza di ipertensione, arterosclerosi, infarto miocardico.

Apparato respiratorio: con una intensità di 90dB si è potuto osservare un aumento della frequenza respiratoria con riduzione significativa del volume corrente, quindi un significativo affaticamento. Dopo la cessazione dello stimolo si osserva un aumento della profondità degli atti respiratori con diminuzione della frequenza.

Apparato gastrointestinale: è stato dimostrato sperimentalmente che si ha un aumento della secrezione acida che induce gastriti, coliti, ulcera gastrica e duodenale. Si constatano pure alterazioni della motilità gastrica con aerofagia, spasmi, diarrea, stipsi.

Sistema endocrino: si è osservato sperimentalmente che ipofisi, surrene, tiroide, pancreas subiscono unesagerata stimolazione. Il sistema endocrino risponde alla stimolazione acustica con interferenze sul sistema diencefalo-ipofisario che provocano un aumento di attività del sistema ipotalamo-ipofisi-surrene con iperattività del sistema simpatico-adrenergico: si ha un conseguente aumento della concentrazione di glico- e mineral-corticoidi e di amine simpaticomimetiche. Alle modificazioni ormonali seguono modificazioni metaboliche e emodinamiche. A questa fase di iper-funzione endocrina (ipofisi, tiroide, surrene) può seguire una seconda fase di inibizione e/o di adattamento, con eventuale successiva ripresa funzionale (tendenza alla iperattività) durante il riposo, fino ad esaurimento delle capacità di risposta per il ripetersi dello stimolo. Pertanto, dal punto di vista endocrino, vi è una prima fase detta di reazione di allarme (aumento della glicemia, riduzione del colesterolo nelle surrenali, etc.), seguita da una fase della resistenza (aumento del cortisolo plasmatico e altri ormoni ipofisari) e infine una fase di esaurimento con segni neuropsichici.

Sistema nervoso: con la registrazione EEG è possibile evidenziare un rallentamento dei ritmi, alterata elettrogenesi e a 115dB il tracciato è paragonabile e a quello che si rileva durante una crisi epilettica. Si sono osservati anche riduzione dei riflessi e della memoria di fissazione.

 

 

Sulla base dei risultati sperimentali disponibili è stato possibile determinare con una certa precisione la attenuazione con cui le oscillazioni verticali indotte sull'uomo nelle posizioni eretto e seduto si propagano lungo il corpo fino al capo, rilevando così l'esistenza di campi di risonanza tra 3 e 6 Hz e tra 20 e 30 Hz; nel campo compreso tra 60 e 90 Hz insorgono dei fenomeni che pare siano da attribuire a risonanze dei bulbi oculari. Al di sopra dei 100 Hz il comportamento del corpo umano non è schematizzabile come insieme di oscillatori semplici: intervengono infatti dei fenomeni non lineari che richiedono dei metodi di indagine ancora più complicati; per contro, circa al di sotto di 2 Hz il corpo umano si comporta come massa compatta mentre compaiono sintomi di cinetosi (ad esempio nausea tipo mal di mare).

 Oltre a quelli puramente meccanici si è già detto che assumono notevole importanza gli effetti di carattere fisiologico che, partendo da difficoltà di assimilare il cibo, possono interessare perfino la deambulazione o la esecuzione di movimenti spontanei di autodifesa. La valutazione del disturbo da vibrazioni sonore sull'uomo è la cosa più difficile da ottenere a causa della imprevedibilità e della soggettività della reazione psicologica dell'individuo.

 

Otopatia da rumore

 

L'otopatia da rumore è caratterizzata da una ben precisa sequenza temporale di eventi patologici, che si articola in quattro principali fasi, distinte dal punto di vista sintomatologico ed audiologico:

 

I FASE o PERIODO DI REVERSIBILITÀ

INIZIO

due settimane dopo l'inizio dell'esposizione

SINTOMATOLOGIA

ronzio auricolare, cefalea, astenia fisica e mentale

AUDIOMETRIA

diminuzione della sensibilità uditiva a 4000 Hz

 

II FASE o PERIODO DI LATENZA TOTALE

INIZIO

3º - 4º mese di esposizione

SINTOMATOLOGIA

difficoltà di comprensione della voce sussurrata a 6-8 m. e acufeni (non sempre presenti)

AUDIOMETRIA

minus di 20-30 dB a 4000 Hz

 

III FASE o PERIODO DI LATENZA SUB-TOTALE

INIZIO

2º - 3º anno di esposizione

SINTOMATOLOGIA

difficoltà di comprensione della voce sussurrata e delle conversazioni, soprattutto se l'ambiente è un po' rumoroso (effetto cocktail)

AUDIOMETRIA

minus di 45-60 dB a 4000 Hz, con estensione del minus a 1000-1500 Hz.

 

IV FASE o PERIODO DELLA SORDITÀ MANIFESTA O CONFERMATA

INIZIO

5º - 6º anno di esposizione (a volte dopo 10-15 anni)

SINTOMATOLOGIA

difficoltà manifesta di comprensione della voce di conversazione e impossibilità di percezione della voce sussurrata

AUDIOMETRIA

curva audiometrica tipica della ipoacusia da rumore.