Impedenza

di Mario Bon

maggio 2015

 

 

L’impedenza elettrica del diffusore acustico è una grandezza fondamentale. Quando colleghiamo il diffusore acustico all’amplificatore questo “vede” l’impedenza del diffusore. La quantità di corrente che l’amplificatore deve erogare è limitata solo dall’impedenza del diffusore (e dalle protezioni dell’ampli se esistono).

 

La norma DIN 45500 prevede che l’impedenza rispetti dei limiti.

-          per un diffusore da 4 ohm nominali il minimo è 3.2 ed il massimo è 4.8

-          per un diffusore da 8 ohm nominali il minimo è 6.4 ed il massimo è 9.6

 

Avendo definito il massimo ed il minimo è relativamente importante definire anche la fase (l’impedenza è una funzione a fase minima)..

Tuttavia esistono sul mercato molti diffusori acustici che non rispettano la norma e altri, per fortuna non molti, che presentano impedenze inferiori a 2 ohm (che è il limite sul quale sono tarate le protezioni degli amplificatori) o sfiorano il cortocircuito (meno di 1 ohm).

 

Di fronte a questi diffusori l’atteggiamento generale  non è quello di non consigliarne l’utilizzo ma, al contrario, di indirizzare verso gli amplificatori che consentirebbero di pilotarli. Tali amplificatori devono essere necessariamente allo stato solido e anche controreazionati. Quando si connette un carico all’altoparlante il guadagno ad anello aperto diminuisce. Ne segue che il guadagno ad anello aperto avrà un certo valore con carico da 8 ohm, che diventerà più basso su 4 e ancora più basso su 2. Questo comporta una riduzione della banda passante, un aumento della distorsione, la diminuzione del fattore di smorzamento ed un peggioramento generale delle prestazioni. Anche per questo motivo è più difficile far suonare “bene” un amplificatore su carichi bassi e ancor più su carichi bassi e a potenza elevata.

 

Visto che la norma DIN 45500 è ampliamente disattesa, conviene affermare che se il vostri diffusori non suonano bene è certamente colpa dell’amplificatore e dei cavi. Quindi cambiate amplificatore e cavi, in molte combinazioni, finché non trovate la “sinergia” giusta. Non badate a spese e, se non basta, cambiate casa o fatene costruire una apposta su progetto di uno studio specializzato in acustica ambientale.

 

Sarà quindi opportuno dare una serie di regole che dovranno seguire quanti dispongono di riserve in euro illimitate e non sanno come impiegarle:

 

-          Non si devono mai leggere i test pubblicati dalle riviste specie per verificare il minimo modulo dell’impedenza dei diffusori (ancor meno l’andamento della fase) che avete scelto

-          Qualsiasi dispositivo prodotto all’estero è per definizione migliore di qualsiasi dispositivo prodotto in Italia.

-          acquistare sempre prima l’amplificatore e poi i diffusori acustici (tanto, se l’amplificatore non fosse all’altezza, basta cambiarlo).

-          Abbinate sempre un diffusore con impedenza basse e tormentata ad amplificatori a valvole non controreazionati o meglio ancora senza trasformatore di uscita (OTL) e con potenza di pochi Watt (meno Watt ci sono, più costa e maglio è). Fondamentali i trasformatori avvolti con filo in argento rigorosamente invecchiato.

-          per modificare la timbrica dell’impianto cambiate esclusivamente i cavi.

-          aborrite i controlli di tono ed il DRC

-          non apportate modifiche all’ambiente ma cambiate i componenti dell’impianto stereo a rotazione finché non siete soddisfatti

-          Comprate sempre apparecchi costosi e fateli modificare. Per esempio cambiate le valvole, i condensatori, i resistori, il trasformatore di uscita, ecc. con altri acquistati via internet. L’importante è che costino molto cari.    

-          la musica deve suonare come piace a voi indipendentemente da come è stata registrata.

-          se non succede mettere un cartoncino blu sotto alla lampada e spostate gli oggetti dentro ai cassetti.

-          Aborrite le soluzioni “monomarca”  ma abbinate dispositivi provenienti dai più disparati paesi (più lontani sono e meglio è).

-          Ricordatevi che l’impianto è perfetto: siete voi che non ci sentite bene.

-          Fidatevi sempre di quello che dice il primo che passa per strada.

 


Per tutti quelli che, purtroppo per loro, non hanno modo di stampare gli euro in proprio valgono regole diametralmente opposte:

 

-          valutate l’investimento in funzione dell’ambiente: se la stanza non è adatta alla riproduzione stereo (troppo piccola, troppo riverberante) è meglio acquistare un paio di cuffie. Se abitate nei pressi di una zona industriale controllate la qualità della tensione di rete.

-          mettete in budget una cifra per le correzioni ambientali (installare i doppi vetri e coibentare i cassonetti consente di acquistare un amplificatore di potenza inferiore -> anche meno di metà e di sentire meglio). Tra le correzioni ambientali ci sono anche i filtri ed  i condizionatori di rete.

-          prima di acquistare qualche cosa consultate i test pubblicati dalle riviste

-          prima si scelgono i diffusori e poi l’amplificatore adatto a pilotarli e a fornire il livello SPL desiderato nell’ambiente a disposizione.

-          i diffusori si scelgono anche in base alle preferenze musicali. Se vi piace la musica d’organo considerate un sub-woofer.

-          scegliete diffusori con il modulo di impedenza regolare e possibilmente alto (ma regolare è più importante che alto).

-          Scegliete l’amplificatore con un fattore di smorzamento adeguato ai vostri diffusori

-          Ascoltate prima di comprare.

-          Non acquistate dispositivi usati che non montino tutte le parti originali.

-          Assicuratevi che siano disponibili gli imballi originali e i libretti di istruzione

-          Verificate che il produttore sia ancora attivo o che esista di un servizio di assistenza per l’apparecchio che state per comprare

-          usate cavi in rame OFC con guaina in PP, PE o teflon di sezione pari ad AWG 12 per ogni conduttore (fino a 2.5 metri di lunghezza). Per cavi più lunghi considerate un AWG 11, 10, fino a 6 (oltre il 6 è inutile)

-          Ricordate che un cavo non è un equalizzatore e che i cavi “buoni” sono quelli che “non suonano”.

-          Piuttosto che spendere centinaia di euro per un cavo sconosciuto è meglio spendere 1 euro al metro per un cavetto rosso-nero e aspettare.

-          Usate cavi di alimentazione schermati (si comprano nei negozi di articoli elettrici)

-          Acquistate una ciabatta multipresa con interruttore e disgiuntore (per i fulmini), collegate tutto l’impianto alla stessa ciabatta.

-          Tenete i fili di collegamento in ordine, tagliati alla minore lunghezza possibile

-          Tenete i fili di collegamento in ordine cercando di allontanare i cavi si alimentazione dai cavi di segnale e dai cavi di potenza dei diffusori.

-          Montate i diffusori su ruote, usate le punte solo se avete la moquette molto spessa e “pelosa” 

-          Il valore dell’impianto deve essere proporzionato al valore della vostra collezione di CD e LP

-          Il costo degli accessori deve essere proporzionato a quello dell’impianto.

-          Se non sapete con quali brani musicali valutare la qualità della riproduzione chiedete consiglio a Marco Cicogna (*).

 

(*) nessuno ha mai fatto suonare meglio i diffusori Opera di quanto abbia fatto Marco Cicogna con i programmi musicali da lui selezionati.