Diamagnetismo

Nel 1846 Faraday scoprì che un campione di bismuto avvicinato ad un magnete veniva da esso debolmente respinto. Questo comportamento anomalo si verificava anche con argento, rame, mercurio e acqua. Faraday chiamò diamagnetiche tutte queste sostanze.

Le sostanze diamagnetiche hanno atomi e molecole prive di un momento proprio di dipolo magnetico in quanto gli effetti magnetici di tutti i moti degli elettroni si annullano.
In assenza di campi magnetici esterni, il momento magnetico risultante è zero.

Se si immerge il materiale in un campo esterno, esso produce, con la forza magnetica, una asimmetria nella velocità degli elettroni creando un debolissimo momento magnetico contrario al campo esterno che ne risulta leggermente indebolito.

A conclusione del discorso, si può dire che gli effetti macroscopici del paramagnetismo e del diamagnetismo sono praticamente trascurabili. Lo studio di queste sostanze permette però di avere importanti informazioni sulla struttura e sul comportamento della materia a livello microscopico.

 

Copyleft Ludovica Battista

 

 

vedere anche Paramagnetismo e Ferromagnetismo