Flutter
Il flutter è una variazione di pitch.
il pitch è la frequenza percepita (soggettiva) e si misura in mel che è l'analogo dell'Hertz che invece misura la frequenza "fisica" di un tono.
Il frequenzimetro misura Hertz.
l'orecchio misura mel.
La percezione della frequenza dipende anche dall'ampiezza dello stimolo (livello SPL): più un suono è forte più ci sembra basso o acuto. Questo è il banale motivo per cui c'è chi ascolta a volumi esagerati. Poi diventano sordi e finisce la pacchia.

Giradischi: se la rotazione del piatto non è costante la frequenza riprodotta fluttua tra un massimo e un minimo (modulazione di frequenza).
La variazione del flutter si misura in parti per cento. Quindi l'1% di flutter significa che un tono a 1000 Hz viene riprodotto come una frequenza modulata tra 990 e 1010 Hz (percepibile). Un flutter dello 0,1% porta alla riproduzione di un tono da 999 a 1001 che è già sotto la soglia di discriminazione per un tono puro.

Con un segnale musicale una modulazione in frequenza produce una distorsione del tutto simile alla distorsione Doppler degli altoparlanti ovvero all'insorgenza di bande laterali a loro volta analoghe a quelle della distorsione di intermodulazione. Infatti non è immediato distinguere l'effetto della distorsione Doppler dalla "normale" distorsione di intermodulazione. Nel 99.9% dei casi la distorsione di intermodulazione è maggiore della distorsione Doppler motivo per cui non ci si dà tanto peso.

Il wow è una forma di flutter "molto lento". Anche le ondulazioni del disco in vinile provocano il wow che avrà una modulazione multipla di 33/60 = 0.55 Hz (se l'LP ha solo una "gobba"). Il Wow si produce anche se la cinghia o la puleggia del giradischi hanno dei difetti.

Messa così sembrerebbe che un wow & flutter dello 0.02% non debba essere udibile con toni puri e forse nemmeno con segnali musicali perché è almeno 5 volte più basso di un valore non udibile.

Motivi:
Il nostro orecchio è "di bocca buona": discrimina solo 1400-1500 frequenze diverse.
Di queste le prime 1000 (fino a 4000 Hz) eccitano i primi 2/3 della membrana basilare e sono riconoscibili, le altre 500, dovrebbero consentire di riconoscere le frequenza da 4000 a 20000 Hz e sono quindi troppo poche e infatti le note del pianoforte finiscono poco oltre i 4kHz.
In sostanza abbiamo la possibilità di riconoscere:
1000 frequenze diverse da 12 a 4000 Hz (e qui cadono le fondamentali)
500 frequenze diverse da 4000 a 22000 Hz al massimo (e qui cadono le armoniche).

Nella regione di frequenza oltre i 4kHz l'orecchio risponde all'energia del segnale più che alla frequenza. Questa è una fortuna perché con l'età la sensibilità oltre i 4kHz diminuisce ma l'apparato uditivo riesce a "compensare" la risposta dell'orecchio (come farebbe un controllo di tono) e ci sembra di sentire sempre allo stesso modo (entro certi limiti). Se fossimo sensibili alle frequenze oltre i 4kHz ci sarebbe ben poco da compensare.

Pur con tutti questi difetti (e non abbiamo tirato in ballo la distorsione aurale e le due forme di distorsione per intermodulazione) l'apparato uditivo umano riesce a fare cose magnifiche ma, per certi versi, un microfono è molto più preciso.