Realtà

di Mario Bon

16 gennaio 2017

In occidente la realtà, a partire dal VII secolo a.C., non è mai stata messa in discussione.
La definizione di "Realtà" non è immediata (dobbiamo dare una definizione che comprenda tutti i fenomeni possibili). Si potrebbe dire che

 

la realtà è ciò che esiste

e si potrebbe obiettare che le illusioni, i sogni e le allucinazioni non esistono.

realtà è ciò che è ponderabile

ma non tutto ciò di cui abbiamo esperienza è, al momento, ponderabile (misurabile).

la realtà è causa

in questo modo diventano realtà anche le illusioni, le allucinazioni ed i sogni. Essi, infatti, possono essere causa, diretta o indiretta, dei nostri comportamenti. Diventano reali anche fenomeni o enti sconosciuti (purché causa).

 

Abbiamo così evitato di definire le cause (o la realtà) come “l’insieme dei fenomeni fisici” che ci avrebbe costretto a definire i termini “insieme”, “fenomeni” e “fisici” e avrebbe richiesto una ulteriore indagine per includere, tra le cause, le illusioni, le allucinazioni ed i sogni.


Consideriamo il Sole. Il Sole esiste ed è reale. Abbiamo mandato satelliti che ci girano attorno. Tuttavia il Sole che vediamo non è dove ci appare essere (l’effetto dell’atmosfera me sposta l’immagine)  e soprattutto vediamo il Sole come era 8 minuti e 15 secondi prima. Vediamo  un Sole che potrebbe anche non esserci più (ce ne accorgeremmo solo oltre 8 minuti dopo). Questo è sufficiente per dire che “non vediamo il Sole reale” o meglio “vediamo una immagine passata del Sole” e ancora “vediamo un Sole che non è così”.  Tuttavia, anche se non è dove lo vediamo  e se effettivamente ciò che vediamo è il suo passato, il Sole è causa (ci riscalda…). In quanto causa lo riconosciamo come “reale”. Ci sostiene il fatto che non si osservano effetti privi di causa (anche se non tutte le cause sono conosciute o, come si usa dire: “le cause non sono sempre palesi”).

 

La proposizione “la realtà è causa”, tecnicamente, è un assioma e la sua origine è di tipo induttivo.

In Fisica un assioma è considerato “vero” fino a prova contraria.  “Vero” significa che può essere usato per dedurre nuove relazioni (in sostanza si può adoperare).

La proposizione in oggetto contiene due sostantivi: realtà e causa. In pratica definiamo l’una attraverso l’altra e viceversa. Questo non sarebbe stato accettato da Frege (logicismo) secondo il quale prima si devono definire gli enti e poi si formulano gli assiomi.

Invece il formalismo di Hilbert accetta che gli enti siano definiti dagli assiomi stessi.

Questo consente di definire le proprietà primitive che, per loro natura, non possono essere definite (se non in modo autoreferenziali  -> che non è una definizione).

Per esempio il concetto di insieme è primitivo e non può essere definito  se non utilizzando sinonimi o concetti che riportano all’insieme stesso. Secondo Frege l’insieme non può essere definito secondo Hilbert può esserlo. Oggi seguiamo la strada tracciata da David Hilbert.

 
 
 
 
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