Stimolo:

27 novembre 2016, 8 maggio 2017

di MB

 

in Teoria dei Sistemi: lo stimolo è il segnale applicato all’’ ingresso di un dispositivo. Lo stimolo  è la causa, la risposta (che appare all’uscita del dispositivo dopo l’applicazione dello stimolo) è l’effetto.

 

Un sistema è un insieme di parti in relazione tra loro. Qualsiasi dispositivo, compreso l’apparato uditivo, è un sistema.  La definizione di stimolo e di risposta sono di validità generale.

 

Per quanto riguarda l’udito, lo stimolo è una variazione di pressione nel condotto uditivo di ampiezza e frequenza tale da mettere in movimento il timpano.

Lo stimolo (ingresso) produce la sensazione (risposta). La sensazione è il segnale nervoso che si propaga lungo il nervo acustico e raggiunge specifiche aree del cervello.

Trascuriamo, per il momento, il ruolo dell’amigdala (che valuta la pericolosità di qualsiasi sensazione).

La sensazione viene sottoposta al processo detto “percezione”. La percezione carica la sensazione con i ricordi pregressi  e produce il “suono” a livello cosciente.  Il suono è il risultato del processo di percezione e quindi lo si dovrà chiamare il “percepito”. Successivamente il percepito viene ulteriormente caricato con altre memorie e viene prodotta l’emozione. L’ulteriore passo è la produzione, dalle emozioni, dei sentimenti.

Quindi ricapitolando:

 

Stimolo ->

Sensazione ->

Percezione ->

Emozione ->

Sentimento

La causa proveniente dalla realtà esterna (esistono anche stimoli interni)

Il segnale che si propaga nei  nervi

(effetto dello stimolo).

Il processo che produce il percepito

Ovvero la sensazione caricata con le memorie

Il percepito caricato di ulteriori memorie

L’emozione caricata di ulteriori memorie

Oggettiva

Quasi oggettiva

Soggettiva

Soggettiva

Soggettiva

Personale e privata

 

La sensazione è stata definita “quasi oggettiva” perché è simile (non uguale) in individui diversi. Si possono formulare due teoremi:

 

 

Primo Teorema

lo  stesso stimolo produce sensazioni simili in individui diversi.

Quindi la sensazione è almeno parzialmente oggettiva: la parte oggettiva è quella condivisa da individui diversi.

 

Il primo teorema è dimostrato dal fatto che gli esseri umani riescono a comunicare. Se lo stesso stimolo producesse sensazioni diverse in individui diversi, in assenza di una qualsiasi corrispondenza, non potremmo condividere le informazioni (per esempio il linguaggio). In realtà alcuni stimoli producono sensazioni simili in tutti i mammiferi: se in una stanza buia si accende una luce se ne accorge l’uomo ma anche il cane, il gatto, la mucca, ecc.

 

Secondo Teorema

Lo stesso stimolo produce percepiti diversi anche nello stesso individuo

 

Il secondo teorema si dimostra richiamando la definizione di Percezione. La percezione carica gli stimoli con le memorie pregresse. La memoria cambia continuamente con il tempo. Dato che il tempo è anisotropo (va solo avanti) in linea di principio un individuo, nel tempo, cambia continuamente e quindi la percezione cambia. Per esempio quando ascoltiamo una canzone, per quanto bella, per dieci volte di seguito …diventa noiosa.

 

Per quanto riguarda le misure queste possono essere messe in relazione con gli stimoli (che possono essere misurati con precisione)  e con le sensazioni (che sono simili anche in individui diversi).

 

Le sensazioni possono essere misurate ma bisogna “collegare” gli strumenti al nervo acustico. Dato che non è bello aprire la testa del prossimo per impiantarci delle sonde, ci accontentiamo della descrizione che l’individuo può dare del proprio percepito. Se siamo abbastanza bravi, con un po’ di esercizio, possiamo riuscire a descrivere solo la sensazione.