Tripletta:

Le configurazioni con tre tweeter

di Mario Bon

10 gennaio 2012, rivisto il 2/12/2013 e il 15/01/2014

 

 

Un line array è un sorgente composta da più altoparlanti uguali normalmente disposti in colonne verticali. Aumentando il numero delle sorgenti concorrenti si ottiene l’aumento dello spostamento volumetrico che, a parità di SPL, significa minor distorsione. Collegando opportunamente le sorgenti è anche possibile ottenere dei diagrammi polari particolari e dirigere l’asse di radiazione.

Qui trattiamo un line array minimo costituito da tre altoparlanti, in particolare tre tweeter e vedremo in quanti modi possono essere connessi e con quali risultati.

 

Per mantenere alto il valore dell’impedenza elettrica si cerca di privilegiare le connessioni in serie. Le simulazioni presentate nel seguito si riferiscono ad un tweeter con cupola da un pollice e diametro della flangia di 53 mm. La distanza tra i centri acustici di due tweeter  vicini vale 60 millimetri. 

 

 

 

 

Una tripletta è costituita da tre tweeter connessi tra loro come in  figura (a) o (b). Questa configurazione è stata scelta per sostituire il doppio dipolo (CLD).

La figura (c) rappresenta una coppia in quasi-serie (la doppietta dei modelli Opera Callas e Grand Callas), le ultime due sono configurazioni in quasi-serie per sistemi di radiazione frontale. Di seguito le simulazione di dispersione verticale che mettono a confronto la tripletta (tre tweeter come in a e b) e un CLD  (quattro tweeter a doppio dipolo). La  prima simulazione è il pannello di Bessel .

La radiazione frontale va fatto SOLO con le configurazioni (c), (d) e (e).

 

 

 

 

Quelle che seguono sono le simulazioni della dispersione di una coppia (in serie o in parallelo) , una coppia in quasi serie e una tripletta di tweeter in quasi serie.

La coppia in quasi serie, in particolare, mostra lo spostamento dell’asse di ascolto causato dall’arretramento del centro acustico virtuale del tweeter B.

Questo effetto è sfruttato nel modello Callas (2007) e Grand Callas (2009) per produrre una “inclinazione virtuale” del pannello frontale e contribuisce ad alzare l’immagine riprodotta.  Si noti, nella tripletta in quasi serie, l’assenza di zeri che sono invece presenti quando si impiegano solo due tweeter.

 

 

 

 

 

 

La figura mostra anche come si distribuisce la tensione di ingresso ai capi di ciascun tweeter e la pressione relativa prodotta da ciascuno di essi (1/2  -1  1/2).

La figura più in basso mostra lo schema del cablaggio duale che però presenta una impedenza di ingresso più bassa.

 

 

Altre applicazioni della tripletta:

Nel caso mostrato qui sopra una tripletta (con impedenza pari a 2/3 Z) viene posta in serie al tweeter frontale sfruttando un singolo filtro passa alto. Il tweeter frontale risulta attenuato di 4 dB (dipendendo dall’impedenza in parallelo alla tripletta).

 

 

Per quanto riguarda l’effettiva provenienza del suono prodotto dalla tripletta (o dal CLD) valgono le considerazioni che seguono. Il dispositivo irradia in tutte le direzioni tranne che su un angolo solido che comprende il piano di radiazione del suono diretto. La radiazione che raggiunge le pareti laterali è molto ridotta e sostanzialmente trascurabile tanto che non produce allargamenti dell’immagine sul pano vervitale. La parte consistente della radiazione raggiunge il punto di ascolto attraverso riflessioni sulla larete di fondo, pavimento e soffitto.

Il suono prodotto dalla tripletta e riflesso dal pavimento raggiunge la zona di ascolto dopo un certo numero di riflessioni. Il suono irradiato dalla tripletta verso la parete posteriore ed il soffitto giunge al punto di ascolto dopo almeno 2 riflessioni.

 

Ne segue che, per questioni puramente geometriche, il suono prodotto dal CLD o dalla tripletta giunge al punto di ascolto dopo aver subito alcune riflessioni con un ritardo che dipende dall’altezza della stanza e dalla distanza del diffusore dalla parete di fondo. Questo ritardo è nell’ordine di 5-10 millisecondi indipendentemente dalla lunghezza e larghezza della stanza.

 

La radiazione del CLD si diffonde nell’ambiente producendo due effetti:

 

-          l’aumento della potenza acustica  presente nel campo riflesso alle frequenze alte

-          l’aumento di informazioni all’interno del tempo di integrazione dell’orecchio ma dopo che è stata definita la direzione di provenienza del suono

-          l’aumento della “brilliance”

 

In tal modo la distanza critica alle alte frequenze diminuisce rendendo la condizione di ascolto più simile a quella riscontrata in un ambiente di dimensioni maggiori e contemporaneamente aumenta la percezione dei dettagli che permette di meglio apprezzare le informazioni di ambienza presenti nella registrazione aumentando il senso dello spazio.

 

La tripletta o il CLD sono dispositivi che migliorano la Chiarezza e la Spazialità di un sistema di altoparlanti che deve però già essere di ottima qualità: in particolare i diffusori destro e sinistro devono essere “uguali” entro una stretta tolleranza e la distorsione deve essere comunque bassa.

La tripletta e il CLD si adattano a una vasta gamma di ambienti anche non acusticamente trattati. In particolare non è richiesto alcun tipo di trattamento acustico della parete di fondo mentre è consigliato che la parete alle spalle dell’ascoltatore sia quella con fono-assorbimento maggiore. Questa, fortunatamente, è la situazione che si riscontra più frequentemente nelle normali abitazioni dove l’impianto stereo è sistemato contro una parete mentre l’arredo (poltrone, divani, ecc.) si trova di fronte di diffusori alle spalle del punto di ascolto.

 

Recentemente, adottando una particolare conformazione per il mobile, il CL e la Tripletta sono stati ridotti ad un semplice dipolo che funziona egregiamente a patto di allineare con cura l’asse del dipolo con l’asse del tweeter frontale.