WFS (Wave Field Systhesis) #1:

 

è un sistema multicanale (gestito da un computer) che riproduce con precisione lo stesso campo acustico presente durante l’esecuzione musicale dal vivo. La caratteristica del WFS è che, quando l’ascoltatore si sposta, la sorgente virtuale rimane fissa.

In qualsiasi sistema stereo quando l’ascoltatore esce dallo sweet spot perde l’immagine stereofonica.

L’alternativa al WFS è l’ascolto in cuffia di registrazioni eseguite con testa a artificiale. Entrambe questi sistemi prevedono l’annullamento dell’effetto dell’ambiente d’ascolto.

 

La stereofonia non richiede l’annullamento dell’ambiente d’ascolto ma è un sistema concepito per essere inserito ed utilizzato in ambiente domestico. La stereofonia non richiede nemmeno di incassare i diffusori a filo del muro (come avviene nelle control room).

 

WFS (Wave field synthesis) #2:

 

ricostruzione di un campo acustico artificiale sulla base del principio di  Huygens. Un gran numero di sorgenti (monopolari e dipolari) viene opportunamente pilotata da un computer in modo da ricreare, in ambiente anecoico, un fronte d’onda arbitrario.

Sviluppata dal Professor Berkhout nel 1988 sulla base dell‘ integrale di Kirchhoff-Helmholtz

 

 

che dice che la pressione sonora è completamente determinata (in un volume privo di sorgenti) se la pressione e la velocità sono definite in ogni punto di una superficie. Ne segue che qualsiasi campo acustico può essere ricostruito.

La WFS richiede una camera anecoica o l’ascolto molto ravvicinato alle sorgenti per eliminare l’effetto dell’ambiente. Ci dovrebbe essere una sorgente ogni due centimetri (la lunghezza d’onda a 20kHz vale 1.72 cm).

La WFS soffre di tutti i problemi tipici dei segnali digitalizzati: aliasing, troncamento, finestratura. Sistemi WFS sono stati installati in cinema e teatri con buon successo. La prima trasmissione WFS è stata fatta nel giugno  2008  dalla cattedrale di Colina  (Technical University of Berlin) con un impianto composto da 83 canali indipendenti e 2700 altoparlanti. Vedere anche il sistema IOSONO

 

 

 

 

Dato che la nostra percezione è molto più precisa sil piano orizzontale le sorgenti vengono concentrate lingo una linea orizzontale, un cerchio o un quadrato attorno all’ascoltatore.

 

A differenza dello stereo la posizione della sorgente virtuale non si sposta quando l’ascoltatore cambia posizione di ascolto.

 

Aliasing spaziale: il numero finito di sorgenti disponibili introduce un problema di distorsione spaziale che dipende dall’angolo della sorgente virtuale e dell’ascoltatore rispetto alla sorgente virtuale.