Clipping

26 novembre 2016

 

Quando ad un amplificatore viene applicato in ingresso uno stimolo si ampiezza eccessiva, la tensione in uscita supera la massima escursione consentita e l’amplificatore satura o clippa (da to clip = tosare).

Il clipping, purtroppo non si limita a tagliare la forma d’onda (clipping ideale). A volte porta all’intervento delle protezioni che spengono i dispositivi di uscita provocando l’ effetto chattering o possono portare ad auto oscillazioni o ad altre alterazioni che perdurano finché l’amplificatore non rientra nei limiti di funzionamento lineare. In genere la controreazione e le protezioni provocano un allungamento delle condizioni di clipping che possono perdurare nel tempo e diventare udibili.

 

Clipping ideale

clipping reale

 

 

Clipping “morbido” : tipico degli amplificatori a valvole e, in generale, degli amplificatori con bassi tassi di retroazione o privi di retroazione. E’  più tollerabile all’ascolto.

 

Clipping “duro”: tipico degli amplificatori retroazionati. La distorsione passa repentinamente da valori molto bassi a valori molto alti. E’ tollerabile solo se di breve durata e se è isolata (ovvero se non si ripete entro il tempo di integrazione dell’orecchio). Facilmente riconoscibile (specie se contemporaneo sui due canali e persistente).

 

Nelle effettive condizioni d’uso gli amplificatori lavorano per lunghi periodi in clipping. Il “suono” dell’amplificatore dipende, alla fine, da come gestisce il “Clipping Profondo”.

Questo è uno dei motivi che porta gli audiofili a preferire gli amplificatori poco o non retroazionati.