Componenti o dispositivi in generale

Rendimento, dispositivi attivi e passivi

MB, 18 marzo 2017

 

<OT> Nel corso della storia alcune scoperte non sono state divulgate per non produrre reazioni che avrebbero potuto mettere a rischio la diffusione di idee innovative.

Accadde ad Euclide che non utilizzò il concetto di infinito per non sollevare le razioni degli aristotilici, Accadde a Copernico che disse che la teoria eliocentrica era un espediente per far quadrare i conti. Successe a David Hilbert che non volle sollevare polemiche con Kant ed i kantiani (avendo già da controbattere alle critiche di Kronecher e Poincarè, il primo perché intuizionista, il secondo perché francese). David Hilbert disse che voleva evitare le “urla dei beoti".

In questo modo Aristotele, Kronecher, Kant, Mach (e altri) furono, consapevolmente, di ostacolo alla diffusione del pensiero scientifico. In questo manifestarono una limitata capacità comprendere strutture nuove (intelligenza limitata). Per non parlare di quanto ha fatto la Chiesa Cattolica che certa gente la bruciava sul rogo (Giordano Bruno) o la minacciava di tortura (Galileo Galilei) o la perseguitava (Keplero la cui zia fu bruciata come strega e la madre processata per lo stesso motivo).

Oggi dobbiamo combattere il costruttivismo e anche una recrudescenza dell’intuizionismo. In sostanza siamo di fronte a nuove forme di ignoranza.</OT>

 

Il rendimento (o efficienza) di un dispositivo in grado di compiere un lavoro si calcola come rapporto tra la potenza attiva ottenuta e la potenza attiva spesa per ottenerla. In genere si esprime in parti per 100 e, a per il Secondo Principio della Termodinamica, il rendimento è sempre inferiore al 100%.

 

Il rendimento di più dispositivi collegati in cascata è, al massimo, pari al prodotto dei rendimenti di ciascun dispositivo. Così, se colleghiamo un amplificatore con rendimento del 50% ad un diffusore con rendimento del 3%, otterremo un sistema con un rendimento massimo dell’1.5%. Il rendimento è sempre condizionato dal dispositivo con il rendimento più basso. Da questo punto di vista, oggi, usare una tromba con un amplificatore a valvole è un controsenso.

 

Un dispositivo attivo richiede, per funzionare, una alimentazione esterna. Un amplificatore preleva potenza dalla alimentazione esterna e la impiega per aumentare la potenza del segnale ad esso applicato. Il rendimento di un amplificatore si calcola come rapporto tra la potenza attiva ottenuta (sul carico) e la potenza attiva prelevata dalla alimentazione esterna. La potenza del segnale in ingresso in genere è trascurabile. Il rendimento teorica di un amplificatore in classe A è del 50%, per la classe AB del 75%, la classe D arriva all’85%.

 

Un dispositivo passivo è un dispositivo che, per funzionare, non ha bisogno di essere alimentato.

Il rendimento si calcola come rapporto tra la potenza attiva in uscita e la potenza attiva in ingresso. Il rendimento sarà sempre inferiore al 100%.

Il trasformatore è un dispositivo passivo. Ciò significa che la potenza che esce dal trasformatore non può essere maggiore della potenza che vi entra. Lo stesso avviene per un cavo (o linea di trasmissione). Ma lo stesso avviene per qualsiasi dispositivo passivo (resistori, condensatori, induttori, trasformatori, cavi, tubi, trombe).

La tromba, in quanto tale, è un dispositivo passivo con un rendimento alto. Il dispositivo driver a compressione + tromba è diverso dal dispositivo tromba da solo. Il rendimento teorico massimo di un sistema driver_a_compressione + tromba è del 25%.

Infatti:

-          il driver emette solo su un lato e metà della potnza non viene utilizzata

-          ammesso che i dispositivi siano perfettamente adattati la potenza trasferita è il 50% di quella disponibile.