DI - Distorsione Integrale.

di Mario Bon

22 settembre 2017

14 gennaio 2021

 

In generale è una procedura che consente di misurare contemporaneamente tutti i tipi di distorsione prodotti da un dispositivo in regime forzato stazionario.

 

Proposta a livello teorico è stata poi adottata anche da Klippel (che usa però un numero limitato  di frequenze).

 

Descrizione

 

Lo stimolo impiegato è un segnale multitono che contiene una frequenza per ogni semitono (12 frequenza per ottava) e si estende per 10 ottave (120 componenti spettrali). La fase delle varie componenti spettrali è casuale per contenere il fattore di cresta che risulta compreso tra 3 e 4.

Le componenti spettrali del segnale sono isoenergetiche (come se fossero estratte da un rumore rosa). In tal modo non si corre il rischio di danneggiare i tweeter e contemporaneamente si utilizza un segnale con un contenuto energetico paragonabile a quello del segnale musicale (anzi sovrastimato agli estremi della banda audio). Il “suono” dello stimolo DI ricorda quello che si ottiene premendo contemporaneamente tutti i tasti della tastiera di un organo elettronico. Non è un rumore e viene trattato dal cervello come un segnale musicale. Questo lo rende molto più adatta per la correlazione della distorsione misurata alla percezione uditiva (aspetto sottovalutato in letteratura).

 

A differenza della TND (Audio Review) la DI consente di misurare tutte le componenti di distorsione armonica (la TND ignora le componenti armoniche pai).

 

La DI misura la componente stazionaria della distorsione ovvero la distorsione generata dai segnali stazionari (perché il segnale utilizzato, pseudocasuale, è ergodico).

 

La distorsione di forma, che si verifica per brevi istanti in corrispondenza dei picchi di segnale più ampi e marcati, è facilmente tollerata dell’apparato uditivo e può raggiungere anche tassi elevati purché non ricadano nello stesso intervallo di integrazione dell’orecchio. In presenza di brevi picchi anche distorti, la fatica da ascolto è dovuta prevalentemente alla distorsione stazionaria. Comunque il segnale multitono adottato presenta un fattore di cresta compreso tra 3 e 4 e anche sotto questo punto di vista è più vicino ai programmi musicali. Il fattore di cresta, se necessario, può essere aumentato.

 

Va detto che la misura della DI è, di norma, una sovrastima della distorsione percepita durante l’ascolto di un programma musicale.

L’unico metodo di misura superiore alla DI è la Random Distortion che, purtroppo, non è applicabile ai sistemi di altoparlanti.

 

Limiti:

La DI genera anche la distorsione sub armonica ma non consente di distinguerla. La presenza di distorsione sub armonica è molto insidiosa. Si possono trovare dispositivi con misure magnifiche ma che suonano male (in particolare trombe corte): la causa è la presenza di distorsione sub armonica. Quindi è importante distinguere questo tipo di distorsione. Per farlo è necessario preparare degli stimoli limitati in banda (per esempio da  1000 a 20000 Hz) ed eseguire la misura per livelli crescenti dello stimolo.

 

tipo

DI

TND

Principio

Separazione in frequenza

Separazione in frequenza

Natura del segnale

Musicale

Rumore

Numero minimo i misure

uno

due

Bande laterali

Assenti

Presenti

Fattore di cresta

Da 3 in su

Circa 3

Errore

Prevedibile

Non prevedibile

Distorsione misurata

Tutta

Non mostra la distorsione armonica pari

Spettro

Frequenze discrete separate di un semitono

A bande alternate da un terzo di ottava

La DI mostra contemporaneamente la distorsione e la risposta in frequenza.