Memoria (del Computer e del cervello)

21 luglio 2018

 MB

 

Una delle differenze tra il cervello ed il computer sta nella gestione della memoria.

In una città ogni persona abita in una casa. Una casa si trova in una via ed è caratterizzata da un numero civico. Quando non esistevano i telefoni cellulari il telefono era “fisso” all’interno dell’abitazione e, per trovare una persona, si usava l’elenco telefonico dove al nome della persona è associato l’indirizzo ed il numero di telefono. Non esiste invece una lista inversa dove, per ciascun numero telefonico, fossero indicati i nomi delle persone che vivono presso quell’indirizzo. Oggi l’elenco del telefono è stato trasformato in un database, consultabile in rete, dove è possibile fare ricerche per nome, per indirizzo, città, regione, ecc. .  Peccato non esiste un tale elenco per i telefono cellulari.

 

Nel computer ogni dato è memorizzato in una cella di memoria fisica che ha un indirizzo esattamente come l’indirizzo di casa. Il computer usa il suo “elenco telefonico” per recuperare i dati.

Va notato che servono due cose:

-          i dati

-          l’agenda degli indirizzi

A sua volta l’agenda deve essere memorizzata da qualche parte quindi richiede memoria, se viene perduta, i dati memorizzati diventano irraggiungibili. L’agenda deve essere aggiornata, riscritta e riordinata. Per riordinare un agenda serve un criterio. Scopi diversi implicano criteri diversi. Per esempio il colore è un buon criteri per distinguere la frutta matura da quella acerba ma non è un buon criterio per riconoscere le persone.

 

Il cervello dispone di una quantità limitata di memoria e non può prevedere quanta ne servirà nel corso della vita quindi cerca di risparmiarla. Non solo: il cervello non può affidare la gestione della memoria ad un “elenco telefonico” perché, perduto quello, avrebbe perso tutto (anche il sé) in sostanza non si accorgerebbe di aver perso la memoria. Quindi la memoria del cervello è organizzata in modo che i ricordi (i dati) possano essere ritrovati senza bisogno di un elenco (la cui gestione sarebbe molto complicata e richiederebbe tempo e risorse oltre a rallentare il processo di memorizzazione). Nel cervello i ricordi vengono ritrovato per “vicinanza” o per “connessione”. Questa connessione tra ricordi è una connessione fisica. Per sicurezza lo stesso ricordo è collegato a molti altri ricordi. Questo consente di ritrovare le informazioni anche se una connessione viene a mancare. Quindi i criteri sono “vicinanza” e “ridondanza”. La “vicinanza” è spaziale: i ricordi sono scritti su delle “mappe” che riproducono la topologia dell’ambiente.

Il tempo non viene memorizzato: viene ricordato il numero del giorno, il nome del mese…l’ora indicata dall’orologio… ma non il tempo.

Perché la memoria è organizzata in mappe topografiche?

Semplicemente perché la sopravvivenza dei primi uomini (e degli animali prima di loro) era ed è strettamente legata all’ambiente ed in particolare al territorio: le cose fondamentali da ricordare erano:

-          dove è l’acqua

-          dove è la casa (la caverna, la palafitta)

-          dove si trova il cibo

-          dove sta il leone

-          ecc.

Non saper ritrovare l’acqua significa morte certa, scambiare la propria caverna con quella dell’orso significa essere mangiati… tutte le informazioni necessarie sono legate al dove (non al quando).

Il tempo viene ricostruito attraverso la successione degli stati ed al principio di causa ed effetto.

Per esempio: ho fame, voglio una mela. Devo sapere dove è il melo, devo recarmi ai piedi del melo, poi devo salire sull’albero poi stacco la mela dal rame e infine la mangio. Queste operazioni non possono essere “mescolate” devono avvenire in quest’ordine. Al massimo posso decidere se mangiare la mela prima o dopo essere sceso dall’albero.

 

 

La ridondanza

 

È possibile che, nel cervello, il collegamento diretto tra il concetto e la parola  “complementare” sia andato perduto ma è rimasto il collegamento all’area che contiene le nozioni relative agli angoli. Possiamo allora recuperare la parola “complementare” pensando alle proprietà degli angoli.

 

 

Esempio:

esiste una unica agenda con tutti i numeri di telefono. L’agenda viene perduta. I numeri di telefono, pur continuando ad esistere, non sono più conosciuti.

L’agende è perduta ma esiste una anagrafica che riporta anche i numeri di telefono dalla quale si possono recuperare i numeri di telefono perduti. Questo dimostra l’importanza della ridondanza. Il cervello è basato sulla ridondanza dei collegamenti e dei dati memorizzati. Il computer no: per questo è necessario fare delle copie di riserva (backup).

 

Indicizzazione

Un indice è un marcatore, per esempio un numero, che viene associato a un dato. Per esempio man mano che vengono acquisiti dei dati si aggiunge un numero che rappresenta l’ordine con cui sono stati acquisiti. In questo modo, anche se i dati vengono disordinati, è possibile riordinarli.

Consideriamo la seguente tabella

 

1

Mario

Verde

2

Carlo

Rosso

3

Giovanni

blu

4

Sandro

Rosso

 

Questa tabella è organizzata in righe (record) e colonne (campi). In questo caso ci sono quattro record e tre campi. Questa tabella è un database. E’ possibile ordinare i dati per numero, nome o colore. Ogni colonna può essere usata come indice. Ne segue che più colonne ci sono tante più sono le possibilità di presentare i dati.

La memoria del cervello non funziona in questo modo. Un utile esperimento per capire come è organizzata la nostra memoria è il seguente: Osservate gli oggetti presenti nella stanza. Chiudete gli occhi e ripetete i nomi degli oggetti visti. Questa operazione riesce senza grandi difficoltà. Ora ripetete la l’operazione ma mettendo gli oggetti in ordine alfabetico. Questa operazione risulta molto più difficoltosa. 

Questo dimostra che gli oggetti non sono memorizzati in ordine alfabetico (come nel vocabolario) ma per posizione.

Fate adesso un altro esperimento: dite tutte le parole che vi vengono in mente partendo dalla parola “casa”.  Le prime parole che vengono in mente ad un ingegnere sono: progetto, calcolo, fondamenta, pali, micropali, travi, pilastri, plinti,…, ecc.

Le prime parole che verranno in mente ad altre persone saranno completamente diverse (a molti verrà in mente la parola “mutuo”).

Quelle sono le parole che hanno la connessione più “vicina” (che non significa necessariamente fisicamente più corta) alla parola (o al concetto di) CASA.