Note sulla prova pubblicata da  TAA (Aprile 2010 n.1)

 

 La sensibilità della Opera Grand Mezza viene indicata da TAA pari a 86.7 dB mentre nella prova pubblicata da Audio Review (n. 280 del 2007), dalle misure eseguire in camera anecoica dalla Seas (produttore degli altoparlanti) e dalle misure e simulazioni condotte in Opera, la sensibilità risulta essere compresa tra 89.1 e  89.4 dB (dichiarati 89). Il valore 86.7 appare quindi sottostimato di almeno 2.3 dB che non è poco. Va anche detto che gli 86.7 dB sarebbero ottenuti mediando i valori tra 100 e 12kHz procedura questa che avrebbe dovuto fornire un risultato ancora maggiore rispetto al dato dichiarato.

 

In merito al minimo dell’impedenza elettrica della Gran Mezza questo risulta compatibile con l’impedenza nominale dichiarata di 4 ohm (la norma DIN richiede un minimo di 3.2 ohm). La Grand Mezza rispetta il dato di impedenza nominale e può essere pilotata da qualsiasi amplificatore degno di tale nome (le protezioni degli amplificatori, di norma, intervengono quando il carico scende sotto i 2 ohm).

 

Per quanto riguarda le misure di risposta in frequenza basta confrontare i grafici di pagina 96 e 99 per dedurre che sono state riprese con il microfono in posizioni diverse.

Nel grafico di pag. 99 l’avvallamento poco sotto i 2000 Hz è più marcato: questo non è l’asse privilegiato di ascolto come si deduce anche dalla risposta riportata a pag. 96 dove è presente la risposta mediata sulla “finestra di ascolto”. Non esiste quindi la supposta “apertura” del cross-over che sarebbe altrimenti ben visibile nella “finestra di ascolto”.

 

La normativa prescrive di eseguire la misura di risposta in frequenza in campo lontano e quindi riferire il livello della curva misurata ad un metro: le misure di risposta in frequenza non devono essere fatte con il microfono ad un metro se non per i diffusori a due vie di dimensioni molto ridotte.

Sempre rispetto alle misure pubblicate da Audio Review (sempre molto precise) l’estensione verso le basse frequenze, nella prova di TAA,  appare sacrificata. Per quanto riguarda le misure di distorsione con segnale multitono queste, a causa della sottostima della sensibilità, sono state condotte ad un livello SPL 2.3 dB più alto. Ad oggi non è dato conoscere la struttura spettrale del segnale multitono utilizzato.

 

Una delle cause delle differenze, anche marcate, che si riscontrano tra misure eseguita da laboratori diversi è la mancanza di una normativa condivisa che regoli le procedure di misura. Anche quando le normative ci sono molto semplicemente vengono ignorate (vedasi per esempio la misura della potenza acustica o del fattore di direttività). Altre volte vengono riportate misure che non rappresentano una grandezza fisica (finestra di ascolto). Quello che manca sempre è la valutazione degli errori di misura.

 

Mario Bon.